Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 29 ottobre 2008

FUNDRAISING: BEN OLTRE LA RACCOLTA FONDI – 1a PARTE

In risposta alla richiesta di scrivere un articolo sul fundraising per Yes Magazine, edito da Addressvitt, offro il mio personale punto di vista su un’attività sempre più articolata e complessa, quale è oggi quella del fundraising professionale ed etico.

COS’È IL FUNDRAISING?
Non è altro che la strategia di marketing applicata al nonprofit, finalizzata all’autofinanziamento dell’organizzazione e delle sue molteplici attività, attraverso la raccolta di adesioni e di fondi, da individui,
imprese, enti, fondazione di erogazione, italiane e internazionali. (Non accenno qui al fundraising istituzionale, che non rientra nelle mie competenze, che è pur sempre parte fondamentale dell’autofinanziamento dell’impresa nonprofit.)

In questa ottica, la stessa definizione “strategia di marketing applicata al nonprofit” appare forse limitativa e superata.

La mia ormai lunga esperienza consulenziale mi fa dire che il fundrasing, per essere davvero efficace, non può essere concepito come “semplice” raccolta fondi, episodica e occasionale, ma piuttosto come strategia coordinata e continuativa, fortemente integrata alla Causa e alla Mission dell’organizzazione.
Fatta di varie campagne e azioni complementari e sinergiche, essa mira a creare consenso e adesione attraverso una relazione di reciprocità e scambio tra l’impresa sociale e i diversi pubblici di riferimento con cui essa dialoga e collabora: individui, imprese, enti e fondazioni d’azienda e di erogazione, nazionali e internazionali.
Fare fundraising, oltre ad accrescere notorietà e visibilità dell’organizzazione, contribuisce a informare, sensibilizzare, educare l’opinione pubblica, a promuovere cultura della solidarietà, della responsabilità, della condivisione.
Più complessa ed articolata rispetto a un passato anche recente, la strategia di fundraising si compone oggi di molteplici attività, diversificate, sinergiche e integrate tra loro, legate da una precisa visione sulle finalità da perseguire.
Al pari di qualunque impresa, anche per l’organizzazione nonprofit lo start up di questa come di altre attività rappresenta la fase di maggiore criticità.
Occorrono competenze interne e, se necessario, consulenti esterni che, compatibilmente con il budget disponibile, sappiano individuare e indicare i necessari investimenti, prima di tutto in risorse umane competenti, mezzi idonei – database relazionale, sito con una piattaforma gestionale flessibile e funzionale – strumenti adeguati di comunicazione promo-istituzionale.
Occorrono cioè professionisti in grado affiancare il gruppo dirigente nelle scelte complesse che è chiamato a compiere; di formare e motivare lo staff; di creare l’ambiente operativo interno più idoneo alla realizzazione del piano strategico e operativo di comunicazione, marketing e fundraising.
Disporre di un budget dedicato e adeguato rappresenta per qualunque associazione la condizione senza la quale è difficile intraprendere questa, come qualsiasi altra attività.
In sintesi, occorre una leadership autorevole e con spiccate capacità manageriali, una solida governance, efficienza, efficacia e trasparenza come prerogative per l’avvio e lo sviluppo del fundraising, all’interno di un contesto caratterizzato ormai da forte concorrenza.

– to be continued –

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