Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 17 maggio 2009

Cosa prevede il DDL sulla sicurezza

Questo è il mio commento all’articolo apparso su Vita.it sulla proposta di legge sulla sicurezza approvata nei giorni scorsi alla Camera e in arrivo al Senato.

Semplicemente vergognoso! Specie se si pensa che questo paese, dalla fine dell’800 in poi, ha conosciuto milioni di emigranti che con il loro sudore e il loro sangue hanno contribuito al benessere di tanti altri popoli, subendo le stesse umiliazioni che oggi questa legge infligge a chi fugge da paesi in guerra, dalla fame, dalle carestie. Vorrei anche ricordare che le rimesse degli emigranti italiani hanno contribuito in modo determinante alla nostra rinascita e al boom economico del dopoguerra. Gli stessi diritti che allora l’Italia rivendicava in particolare nei confronti della Svizzera, del Belgio, della Germania, oggi spetterebbero agli immigrati che respingiamo in mare. Vi sono alcuni aspetti della proposta di legge passata alla camera che ricordano le leggi razziali, la delazione innanzitutto. Allora, dal 1938 in poi, i delatori venivano compensati con 5.000 lire per ogni ebreo denunciato. Ieri il regime premiava, oggi questo governo prevede sanzioni pesantissime: il risultato è analogo. Arroganza, minacce, clima di intimidazione, come nel caso delle volgari dichiarazioni del ministro La Russa contro la rappresentante in Italia dell’Alto Commissariato ONU, Laura Boldrini. C’è da augurarsi che la parte sana di questo paese reagisca con determinazione. Sarebbe ora!

Beppe Cacòpardo

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Ecco cosa prevede il ddl

di  Lorenzo Alvaro / Vita.it /  14 maggio 2009

I punti determinanti del provvedimento approvato alla Camera che ora passa al Senato

La Camera dei deputati ha approvato il Disegno di legge sulla sicurezza. Ieri l’aula aveva votato per tre volte la fiducia sui tre maxi emendamenti presentati dal governo, mentre oggi ha dato il via libera definitivo al provvedimento. Ora dopo le modifiche il ddl torna all’esame del Senato.
Forti tensioni si sono scatenate riguardo alle norme in tema d’immigrazione.

Ma cosa prevede questo ddl?

Ecco i punti principali:

Si introduce il reato di «ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato». Non verrà punito con il carcere, ma con una multa da 5 mila a 10 mila euro e l’espulsione;

Si prolunga da due a sei mesi il tempo massimo di permanenza nei centri d’espulsione. Le proroghe saranno autorizzate dal giudice di pace quando il cittadino straniero non collabora o non arrivano i documenti necessari all’espulsione dal Paese d’origine;

Si conferma i tre anni di reclusione e l’eventuale confisca dell’immobile per chi dà alloggio a pagamento, «per trarne ingiusto profitto»,  a immigrati irregolari. Ma solo se questi sono senza  permesso al momento della stipula o del rinnovo del contratto d’affitto;

Si obbliga i cittadini stranieri che vogliono sposarsi in Italia a esibire il permesso di soggiorno (i clandestini, quindi, non potrebbero sposarsi);

Si alza da sei mesi a due anni (tre per i residenti all’estero), il termine dopo il quale chi ha sposato un italiano può chiedere la cittadinanza. I
tempi di dimezzano se ci sono figli nati o adottati dalla coppia;

Si prevede un contributo di 200 euro sulle richieste di cittadinanza. Metà del contributo servirà a finanziare la Cooperazione, l’altra metà andrà al Dipartimento immigrazione del Viminale;

Si subordina l’iscrizione dei cittadini stranieri all’anagrafe alla verifica da parte del Comune dell’idoneità dell’immobile in cui abitano;

Si obbliga gli sportelli di money transfer a fotocopiare il permesso di soggiorno dei loro clienti e a segnalare alla polizia quelli che non lo
hanno. Chi non lo fa, perde la licenza;

Si prevede l’ esibizione del permesso di soggiorno per accedere ai servizi pubblici e per gli atti stato civile, tranne che per le prestazioni
sanitarie o le iscrizioni alle scuole dell’obbligo;

Si obbliga i cittadini stranieri a sottoscrivere un «accordo di integrazione» con un punteggio che crescerà o diminuirà in base al loro comportamento. Chi esaurisce i punti, perderà il permesso e sarà espulso;

Si introduce un contributo sulla domanda di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno che andrà da un minimo di 80 a un massimo di 200 euro;

Si prevede il superamento di un test di italiano per chi chiede la carta di soggiorno.

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