Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 19 aprile 2010

TARIFFE POSTALI PER IL NONPROFIT: IL PUNTO SULLA MOBILITAZIONE E SULLE INIZIATIVE IN ATTO

Mentre scrivo, a 20 giorni di distanza dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 31 marzo, è ancora in vigore il contestatissimo decreto n. 75 che, con effetto immediato, ha prodotto l’aumento del 500% delle tariffe postali per il nonprofit.
Ciò, nonostante la fortissima mobilitazione in atto in tutto il settore: comunicato congiunto di oltre 50 tra le maggiori associazioni italiane;
petizione lanciata in rete dal settimanale VITA, che ha raccolto più di diecimila adesioni; straordinaria iniziativa del gruppo di Facebook , che ha raccolto migliaia di adesioni di associazioni e operatori del settore; comunicato del Forum del Terzo Settore.

Vorrei qui richiamare anche la ferma posizione di ASSIF, indirizzata a: On. Gianni Letta – Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – On. Giulio Tremonti – Ministro dell’Economia e delle Finanze – On. Claudio Scajola – Ministro dello Sviluppo Economico – On. Maurizio Sacconi – Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali – Intergruppo parlamentare sulla Sussidiarietà.

Ne riporto l’appello finale, che considero tuttora valido e autorevole visto l’argomento, nonostante sia rimasto un po’ in ombra persino nell’ambito del settore e nei resoconti del settimanale VITA:

Come ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser – chiediamo una cosa molto semplice:  l’immediato ritiro del decreto e il ripristino della situazione precedente, al fine di consentire al settore di continuare ad esercitare quel ruolo fondamentale di sussidiarietà e coesione sociale che gli è universalmente riconosciuto.

Voglio sottolineare che analoga posizione è contenuta nell’interpellanza sottoscritta da oltre 90 parlamentari di entrambi gli schieramenti.
Nel frattempo, Poste Italiane si è mossa con trattative separate, soprattutto nei confronti delle grandi associazioni, senza peraltro riuscire a rompere il fronte che resta compatto, unendo grandi e piccole associazioni su obiettivi comuni e condivisi.
A maggior ragione è necessario proseguire la mobilitazione.
Se nella trattativa tra Editori e Poste Italiane il Governo fa da osservatore esterno, questo non può e non deve accadere per quanto riguarda il nonprofit.

Per svolgere la sua irrinunciabile azione di informazione, sensibilizzazione, educazione e raccolta di adesioni e di fondi, il settore ha bisogno di comunicare a costi sostenibili, con l’opinione pubblica in generale, ed in particolare con i tanti sostenitori che, con il loro contributo, consentono la realizzazione di attività e progetti di fondamentale importanza, soprattutto per i più deboli, in Italia e nel mondo.

Un’ultima riflessione.

In questa come in precedenti circostanze, riemerge una questione che considero cruciale per il settore: quella della sua rappresentanza, o meglio, delle sue rappresentanze per i diversi aspetti che ne caratterizzano il lavoro.
In casi come questi, sarebbe auspicabile che tali rappresentanze facessero immediatamente sentire e pesare gli interessi del settore nei confronti degli interlocutori e/o delle controparti.

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