Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 30 giugno 2010

NOVITA’ SU 5×1000 E TARIFFE POSTALI

Oltre al link a fondo pagina, per comodità di lettura, riporto due importanti notizie che riguardano il 5 x 1000 e il decreto relativo alle tariffe postali, tratte da “Qui nonprofit”  dell’amico Carlo Mazzini.  Noterete che Carlo, così come il Consiglio Direttivo di ASSIF, sottolinea con profondo disappunto la mancata retroattività delle nuove tariffe a partire dal 1° aprile, contrariamente alle rassicurazioni fornite verbalmente e informalmente all’indomani del contestatissimo decreto interministeriale 30 marzo 2010.

Beppe Cacòpardo
Consigliere Assif

5X1000

Il 30 giugno si conferma un giorno cruciale per il non profit. Da quando è stato introdotto il 5 per mille, infatti, questa data è l’ultima utile per l’invio – tramite raccomandata con ricevuta di ritorno – della dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione all’elenco dei beneficiari. Anche per quest’anno è stato confermato l’adempimento, e sul sito dell’agenzia delle Entrate è possibile scaricare il modello di dichiarazione, alla quale è fondamentale allegare copia del documento di identità del sottoscrittore della dichiarazione, pena la decadenza dal beneficio.

TARIFFE POSTALI NONPROFIT: PRESTO SU GAZZETTA UFFICIALE IL DECRETO

La notizia era “nell’aria”, e l’ha riportata per prima Vita. Le nuove tariffe postali per il non profit saranno pubblicate al più presto sulla Gazzetta Ufficiale, manca solo la firma di Tremonti, dato che il Ministro dello Sviluppo Economico ad interim (è il Ministro ad interim, non lo Sviluppo Economico) Silvio Berlusconi lo ha già firmato.

Le tariffe dovrebbero essere:

A. 9 centesimi per la tariffa base fino ai 200 grammi

B. 12 centesimi per le newsletter

Altra questione è l’affidabilità dei Ministeri: a voce avevano assicurato che sarebbe state incluse nella nuova tariffa le spedizioni dal 1 aprile in poi, ed invece così non sarà perché – a detta di questi mangiatori di proprie parole – non è possibile farlo dal punto di vista “legale”. In Italia, si sa, basta dire che la legge non lo permette, senza indicare quale legge, senza dare spiegazioni approfondite, senza dire che casi simili di retroattività delle leggi ci sono stati ma – magari – non vi ci si può “appellare” per questa o quella ragione. In Italia si fa così, soprattutto dalle parti della Pubblica Amministrazione, alta o bassa che sia.

Ma torniamo a noi; aspettiamo la GU e ritardiamo ancora di un pò l’invio del mailing; la differenza corrisponde comunque (rispetto i 28 centesimi) nel peggiore dei casi (12 cents) ad una riduzione del 57%, e rispetto alle tariffe pre 1 aprile ad un aumento (se fosse a 9 cents) di circa il 100%.

Certo, ingoiato questo rospo ora sarà meglio darsi da fare per le nuove tariffe dal 1.1.2011, dato che se nulla cambia tornano a 28 centesimi.

….

Un aumento del 100%, se ci va bene, dei costi postali (il mailing è spesso la prima fonte di entrate) è un fattore esogeno che ci fa saltare gli indicatori nazionali ed internazionali di efficienza amministrativa…

Carlo Mazzini
http://www.quinonprofit.it/

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