Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 12 settembre 2010

IL NONPROFIT E LA QUESTIONE DELLA RAPPRESENTANZA

La nota vicenda delle tariffe postali per il nonprofit ha dell’incredibile!
Iniziata con l’abolizione per Decreto Interministeriale del 30 marzo 2010 che, nell’arco di 24 ore, sanciva di fatto l’incremento di oltre il 500% di quelle in vigore dal 1996, è proseguita nel giugno scorso con la mancata firma e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto legge “riparatore”, tuttora atteso, peraltro non retroattivo, che dovrebbe in parte ridurre il danno prodotto in precedenza.
Da più parti osannato a parole, il  nonprofit ha di fatto subito un colpo durissimo.

Molte associazioni denunciano pesanti ripercussioni in termini economici e di bilancio, e contrazione delle attività di informazione, sensibilizzazione, educazione e raccolta di adesioni e fondi per l’autofinanziamento di attività e progetti.
I provvedimenti messi in atto, o viceversa disattesi (come nel caso clamoroso della mancata traduzione in legge del 5xmille, nonostante l’unanimismo dello stesso Intergruppo Parlamentare sulla Sussidiarietà), mettono in luce la scarsa considerazione del settore da
parte del governo e, più in generale, della politica e contraddicono le tante e altisonanti dichiarazioni, troppo spesso opportunistiche e di maniera.

Qualcuno potrebbe obiettare che le risorse scarseggiano, che la coperta è corta, che la crisi obbliga tutti a sacrifici e rinunce.
Senza sottovalutare la situazione, essa non giustifica la logica della scure e dei tagli orizzontali che caratterizza l’intera manovra economica e finanziaria voluta dal Ministro Tremonti, senza alcun distinguo tra sprechi e inefficienze (questi sì da decapitare) e attività che producono ricchezza e ricadute positive sulla collettività.
La generosa e prolungata mobilitazione del settore si basa dunque su motivazioni forti e niente affatto corporative.

Ma qual è stato e qual è il suo limite o uno dei suoi limiti?

Personalmente lo ravviso proprio nella questione della rappresentanza o, per meglio dire, delle rappresentanze del settore, incapaci di contrapporre, in questa come purtroppo in altre circostanze, un’azione coordinata e quindi più efficace, in grado di offrire sbocco
alla protesta “auto-organizzata” delle associazioni.
Protesta che da sola non può risolvere nemmeno in parte i problemi, che va invece sostenuta e rappresentata, indicando obiettivi comuni e condivisi, sviluppando un’azione organizzata verso le “controparti” (mi sia consentito questo termine un po’ vetero), con cui di volta in volta confrontarsi in una dialettica costruttiva, anche nel caso di posizioni contrapposte, come nella circostanza.

E’ su questo terreno, apparentemente scontato, che il settore mostra ancora i suoi limiti e una certa ritrosia a riconoscersi in una rappresentanza di interessi, anche su obiettivi specifici e largamente condivisi, con la conseguenza di procedere quasi sempre in ordine sparso.
Da qui ha origine anche la scarsa propensione a dare forza a qualunque soggetto di rappresentanza, di settore o di categoria, come ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser.

In quanto portatore degli interessi dei fundraiser, ASSIF avrebbe potuto e ancora potrebbe giocare un ruolo in questa specifica vicenda, forte delle sue intrinseche conoscenze e competenze, facendosi promotore di un’azione coordinata insieme ad altri soggetti.

E’ così difficile comprendere che la coesione e l’unione fanno la forza?

Nello specifico delle tariffe postali la partita, assai difficile, è comunque aperta, nei confronti:
–  del governo, affinché alla firma nel luglio scorso del decreto da parte del Presidente del Consiglio quale Ministro ad interim del dicastero dello Sviluppo Economico, segua quella del Ministro Tremonti, con la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale;
–  di Poste Italiane S.p.A. affinché definisca una tariffa valida per tutto il settore nonprofit, non solo per alcune grandi organizzazioni, come accaduto nel mese di agosto con la Tariffa Postatarget Creative Sperimentale.

In conclusione, ai fundraiser e non solo dico: iscriversi ad ASSIF è un investimento, più siamo e maggiore sarà il ritorno sull’investimento, per tutti e per ciascuno. Con un po’ di enfasi potrei aggiungere: per l’intero settore.

Beppe Cacòpardo – Consigliere ASSIF

Annunci

Responses

  1. Caro Beppe,

    sottoscrivo praticamente parola per parola. SPero che i leader che si sono succeduti nel settore non profit leggano e facciano l’esame di coscienza e decidano una buona volta di abbandonare la logica che ha pervaso il mondo della politica per accettare una logica della società civile mettendo in secondo piano la ricerca di posizioni di vantaggio e rendita a favore di un settore forte (quale è) ma senza rappresentanza. O forse, è meglio, che una nuova leadership del terzo settore si faccia avanti. LItalia è l’unico paese in cui manca un vero e serio secondo livello del non profit e noi nel mondo del fund raising ne sentiamo un gran bisogno. Per quanto riguarda i fundraiser possiamo fare senza dubbio qualcosa. Certo la dimensione associativa deve essere riempita di maggiori contenuti e di maggiore pensiero strategico. Ma non mi sembra una cosa impossibile. Ma non credo che possiamo sostituirci ai dierigenti del non profit. Il nostro ruolo è un altro.
    Grazie per aver preso il toro per le corna.
    Massimo

    • Caro Massimo,
      mi fa piacere che tu condivida le mie valutazioni. Il mio vuole essere un modesto contributo al dibattito, lungi da me l’intenzione di sostituirci, come fundraiser, ai dirigenti del nonprofit, a maggior ragione essendo io, come te, un consulente. Tuttavia, come consigliere di ASSIF e fundraiser di lungo corso, ritengo mio compito esprimermi, con l’auspicio di suscitare un minimo di confronto. Tu sei stato il primo, spero seguano altri commenti.
      Grazie per l’attenzione, Beppe


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: