Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 30 maggio 2012

SOCIAL, SOCIAL, SOCIAL!

La crisi economica e finanziaria, le catastrofi più o meno naturali che feriscono intere aree del Paese, corruzione e mafie impongono a tutti noi di ripensare la nostra convivenza umana, civile, economica e produttiva.
Tutti dobbiamo rimboccarci le maniche e contribuire per quanto è nelle nostre capacità e possibilità, con capacità progettuali e di innovazione, individuali e collettive; con energie nuove, giovani e meno giovani.
Al sociale va riconosciuto il ruolo che gli spetta, non più marginale come spesso viene considerato soprattutto dalla politica.
Un ruolo da protagonista nella costruzione del nuovo welfare sociale e di comunità; nella salvaguardia del territorio, delle abitazioni, delle scuole; nella tutela della salute; nella difesa dell’occupazione; nella valorizzazione del patrimonio artistico, culturale, paesaggistico, vera e autentica ricchezza di questo Paese.
Lo stato, la finanza pubblica deve mettere in campo risorse e investimenti mirati e funzionali a tutto questo, piuttosto che sostenere banche, finanza, pseudo imprenditori liberisti a parole e assistiti nei fatti.
Dare finalmente sostegno e spinta propulsiva al privato sociale, all’impresa sociale attuando quella sussidiarietà orizzontale e circolare che pone al centro la cooperazione tra enti e istituzioni, privato sociale e imprese socialmente responsabili.
Che c’entra tutto questo con il fundraising? Molto, perché sono queste le nuove frontiere del fundraising.
E per concludere: no a spese militari, no a parate per il 2 giugno, ancorché sobrie, no a buttare via 90 miliardi di euro per l’acquisto degli F 35, SI’ al servizio civile universale per i giovani, SI’ a valorizzare l’esperienza e le capacità degli anziani e degli over 50 fuori dal mercato del lavoro troppo presto per andare in pensione, troppo tardi per cercare e trovare un nuovo lavoro dignitoso.
Tutta la mia e la nostra solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, quelle di oggi e quelle di ieri.

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Responses

  1. condivido in toto !!!
    Grazie Beppe
    Fabio Ceseri

  2. Se i nostri Governi imparassero a investire invece che tagliare sempre, continuamente e comunque, sarebbe una bella cosa. La parola chiave è, come hai scritto bene tu, sussidiarietà orizzontale. Ecco la svolta. Ma alla base della sussidiarietà sta la fiducia. E’ forse questa che manca? Domandiamocelo.
    Grazie Beppe per le tue riflessioni.
    A presto!


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