Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 6 novembre 2012

NEMMENO UN EURO PER L’ACQUISTO DEGLI F-35

E’ davvero scandaloso che vengano sperperate ingenti risorse economiche per l’acquisto degli F-35. Queste sono le voci del bilancio dello Stato che vanno assolutamente tagliate, salvaguardando gli investimenti nel sociale: sanità, scuola, assistenza ai malati di SLA e di altre gravi patologie, lotta alle povertà. Trovo per di più vergognoso che i comuni, quindi i cittadini, colpiti da terremoti ed altre calamità debbano pagare gli aiuti da parte delle Forze Armate.  Mi unisco alla protesta di quanti chiedono con forza che il Parlamento respinga il pessimo progetto di riforma del ministro della difesa, ammiraglio Giampaolo Di Paola.

Oggi il Senato vota sulla controversa riforma delle Forze Armate

Cari Senatori, pensateci bene!

http://www.famigliacristiana.it/volontariato/organizzazioni/articolo/cari-senatori-pensateci-bene.aspx

di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della pace

Il Presidente della Repubblica ha auspicato ieri una rapida conclusione dell’iter parlamentare della legge delega per la riorganizzazione delle Forze Armate. E’ vero: non possiamo più permetterci di tenere in piedi un apparato così anacronistico e costoso. Le Forze armate vanno riformate, ma il testo che i senatori voteranno oggi non è il solo possibile. Le modifiche introdotte nei giorni scorsi dalla Commissione Difesa sono importanti ma non bastano. Ripristinano il controllo del Parlamento sugli arsenali e impediscono ai generali di trasformarsi in mercanti d’armi ma non toccano la sostanza.

Il progetto di “riforma” elaborato dall’Ammiraglio Giampaolo Di Paola e mai controfirmato dal Presidente del Consiglio Monti e dagli altri ministri coinvolti non fissa alcun obiettivo di riduzione delle spese militari mentre si continua a tagliare senza troppi problemi ogni altra cosa. Di Paola taglia sul personale e si prepara a spendere ancora di più sulle armi caricando sul bilancio dello Stato i costi dei militari che saranno pensionati o trasferiti. Ma in questo modo non si aumenta la spesa pubblica?

Resta l’odiosa norma che costringerà i comuni alluvionati o colpiti da qualche altra catastrofe naturale a pagare il conto dell’intervento delle forze armate. Resta anche la possibilità per il ministero della Difesa di gestire le “dismissioni” del personale in esubero aumentando il precariato e la pressione psicologica su chi resta. Mancano invece i criteri che dovrebbero guidare una riforma coerente e motivata da un’aggiornata analisi geopolitica delle minacce, del ruolo che vuole svolgere il nostro paese e dalle missioni da realizzare. (…)


Perugia, 5 novembre 2012

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: