Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 29 luglio 2013

LA CRISI INCOMBE, IL NONPROFIT RISPONDE.

La Banca d’Italia rivede al ribasso le previsioni del PIL 2013: – 1,9%; la disoccupazione 2014 è stimata al 13%; l’ISTAT rileva 9,5 milioni di poveri “relativi”. Di questi, 4,8 milioni non riesce a comprare i beni essenziali. (Fonte: La Repubblica Giovedì 18 luglio 2013 pag. 25)

Al cospetto di questi dati, il 9° Censimento  ISTAT dell’industria e servizi, istituzioni e nonprofit offre uno scenario che ci rafforza nella convinzione che il nonprofit, oltre ad essere in continua crescita qualitativa e quantitativa, rappresenta la risposta più convincente sia in termini di tenuta del welfare e della coesione sociale, sia in termini occupazionali. Uno tra i pochi settori ad assicurare uno sbocco non solo ai giovani, soprattutto donne, ma anche agli over 40 e 50, sempre più costretti alla ricerca di una nuova e dignitosa ricollocazione nel mondo del lavoro.

“Se, da una parte, diminuisce l’occupazione dipendente nell’istruzione, nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente –10,3 per cento e -8,6 per cento), dall’altra aumenta contestualmente nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel non profit (+78mila nell’istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato chiaramente misurato dal Censimento.” www.censimentoindustriaeservizi.istat.it

“Il mondo del non profit cresce e si diversifica, la Pubblica Amministrazione si snellisce, il settore delle imprese subisce trasformazioni nel contesto della crisi e della globalizzazione…

Al 31 dicembre 2011 le istituzioni nonprofit attive in Italia sono 301.191 (+ 28% rispetto al 2001). L’incremento riguarda quasi tutte le regioni italiane…Rilevante anche l’apporto di risorse umane impegnate nel settore: 4,7 milioni di volontari; 681 mila dipendenti, 271 mila lavoratori esterni (lavoratori con contratto di collaborazione), 5 mila lavoratori temporanei…Rispetto al 2001 raddoppia il numero di istituzioni con lavoratori esterni (35.977 nel 2011 contro 17.394 nel 2001, con un incremento del numero di collaboratori del 169,4%…crescita del personale dipendente pari al 39,4% rsipetto al 2001…”

Di fornte a questi dati, c’è proprio da chiedersi perché la politica, il governo e le istituzioni si ostinino a considerare marginale il nonprofit, spesso penalizzato, come nel caso davvero eclatante delle risorse sottratte in due anni al 5×1000: 172 milioni di euro.

Forse anche il settore ha le sue responsabilità, non essendo in grado di darsi una forte rappresentanza, capace di dare voce alle sue più che legittime istanze.

Con l’occasione, augurando a tutti buone vacanze, voglio ricordare a chi ancora non lo avesse fatto di sottoscrivere la petizione:

http://www.vita.it/non-profit/5×1000/5-per-mille-una-firma-contro-lo-scippo-di-stato.html

Se siete curiosi di sapere quante risorse sono state sottratte alla vostra organizzazione nel biennio 2010/2011, segnalo:

http://givedemo.npsolutions.it/5per1000/admin/index.php?pagina=home2

Arrivederci a settembre.

 

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