Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 14 dicembre 2013

LA MEDICINA DI STRADA

E’ il tema trattato nel corso dell’interessante e importante Convegno promosso dalla Fondazione Isacchi Samaja Onlus http://fondazioneisacchisamaja.it/documenti/convengo_14_dicembre_2013_programma.pdf, cui ho avuto il piacere di assistere oggi. Un’occasione di conoscenza della consolidata esperienza francese, bene illustrata dal professor Maurice Aymard e da Xavier Emmanuellì, uno dei fondatori di Médecins  Sans  Frontières, Presidente Politica Governativa degli Alloggi della città di Parigi. Una opportunità per apprezzare inoltre tutti gli interventi della mattinata, con il rammarico dell’assenza delle istituzioni locali, che avrebbero tratto insegnamenti e indicazioni utili per meglio orientare le politiche sul territorio in tema di contrasto alla povertà e di diritto alla salute per i senza fissa dimora.

Ciò che più mi ha colpito negli interventi del pomeriggio è stato l’accento posto sulla comune volontà di collaborazione tra le varie realtà che operano sul territorio di Milano e provincia, ciascuna con la propria specificità. L’idea cioè di fare rete e sistema, nella consapevolezza che solo così si è in grado di affrontare il problema nella sua difficoltà e complessità, con l’obiettivo di soddisfare di più e meglio i bisogni vitali dei beneficiari, contribuendo anche a costruire o ricostruire relazioni e rapporti sociali altrettanto fondamentali per uscire dallo stato di indigenza in cui spesso si trovano.

Sono convinto che questo approccio e questo spirito di collaborazione porteranno le organizzazioni, da un lato, ad essere più efficaci, dall’altro, a contare di più nei confronti delle istituzioni, assumendo un ruolo più attivo e propositivo nella definizione delle politiche sociali, quindi, nella costruzione “dal basso” di un nuovo welfare, posto che quello fin qui conosciuto non è in grado di reggere l’impatto con la crisi e i nuovi bisogni sociali che emergono.

Grazie a Padre Aristide Cabassi, presidente della Fondazione, e all’infaticabile Paola Arzenati, che Padre Aristide ha voluto al suo fianco come direttore generale e scientifico, e complimenti per l’enorme lavoro che sono riusciti a mettere in piedi in un solo anno di attività della Fondazione.

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