Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 3 gennaio 2014

Robert Kennedy: discorso sul PIL 18 marzo 1968

Voglio cominciare il nuovo anno ricordando il discorso che Robert Kennedy pronunciò all’Università del Kansas 46 anni fa, perché rappresenta una possibile risposta alla crisi economica, politica e sociale che stiamo vivendo e che ci accompagnerà fino a che economisti, politici, opinion leader sosterranno che ne usciremo solo con la crescita del Prodotto Interno Lordo. Mi piace credere che chi ha ucciso Robert Kennedy non ha ucciso l’idea di sviluppo sostenibile. Non ha fermato la storia, l’ha solo rallentata.

http://www.youtube.com/watch?v=95yXGNbtrBw

«Ormai da troppo tempo sembriamo trascurare i valori individuali e quelli della società, a favore del semplice accumulo di beni materiali. Oggi (1968) il nostro Prodotto Interno Lordo supera gli 800 miliardi di dollari all’anno. Ma se vogliamo giudicare gli Stati Uniti da quello, dobbiamo tenere presente che il Prodotto Interno Lordo comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità per le sigarette e le ambulanze per ripulire le nostre autostrade dalle carneficine.  Calcola le serrature speciali per le nostre porte di casa e le prigioni per coloro che le forzano. Non tiene conto della distruzione delle sequoie e la scomparsa delle meraviglie della natura dovuta alla crescita selvaggia.

Include il napalm, le testate nucleari e i mezzi blindati usati dalla polizia per sedare le rivolte nelle nostre città. Tiene conto dei fucili e dei coltelli dei criminali e dei programmi televisivi che glorificano la violenza per poi vendere giocattoli violenti ai nostri bambini.

Il Prodotto Interno Lordo però non calcola la salute dei nostri figli, la qualità della loro educazione o l’allegria dei loro giochi.

Non tiene conto della bellezza della nostra poesia, della solidità delle nostre famiglie, dell’intelligenza del pubblico dibattito, o dell’onestà dei nostri pubblici ufficiali. Non misura nè la nostra intelligenza nè il nostro coraggio, nè la nostra saggezza, nè la nostra conoscenza, nè la nostra compassione, nè la devozione per il nostro Paese.

Misura di tutto, meno ciò che rende la vita degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non perchè dobbiamo sentirci orgogliosi di essere americani.»

BUON ANNO!

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Responses

  1. L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.


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