Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 21 febbraio 2014

NO ALLA DISPARITA’ DI TRATTAMENTO FISCALE TRA PARTITI E PRIVATO SOCIALE.

Ieri, 20 febbraio, la Camera ha convertito in legge il decreto del governo Letta sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che sancisce una inaccettabile disparità di trattamento fiscale tra donazioni ai partiti politici e al nonprofit. Il testo prevede che, a partire dal 2014, si possa detrarre dalle imposte sul reddito una quota pari al 26% delle donazioni in denaro versate ai partiti (va ricodato che in precedenza era il 37%), per importi compresi fra 30 euro e 30 mila euro annui. La stessa percentuale di cui godono le Associazioni. Peccato che per queste ultime il tetto massimo sia ben più basso: non 30 mila euro annui garantiti ai partiti, ma 2.065,85 euro. Il che significa parità di sconto fiscale per donazioni fino a 2.065,85 euro annui, per l’equivalente di circa 530 euro in meno di imposte. Totale disparità quando in gioco ci siano importi maggiori : donando 30 mila euro ad un partito lo sconto fiscale ammonterà a 7.800 euro; donando gli stessi 30 mila euro ad una o più associazioni il vantaggio fiscale sarà limitato a 537,12 euro.Più di quattordici volte di meno.

Lascio a chi è più esperto di me l’apprfondimento, sono certo che, per fare due nomi, Carlo Mazzini e Gianpaolo Concari si scateneranno nelle prossime ore.

CHE FARE

La questione vera è come reagire. VITA http://www.vita.it/non-profit/volontariato/in-movimento-un-manifesto-per-ripartire.html chiede di farla finita con l’autoreferenzialità e smettere di lamentarsi.

Concordo! Al lamento preferisco l’azione, ad una battaglia di retroguardia che chieda la riduzione dei vantaggi ai partiti, preferisco un approccio di attacco che, partendo dalla ingiusta sperequazione, si mobilita per chiedere la giusta perequazione, allo scopo di favorire in particolare grandi donazioni a vantaggio di Buone Cause e progetti a forte impatto sociale.

Seconda questione: quale rappresentanza? chi si fa carico di portare avanti la battaglia? Sarebbe una iattura procedere in ordine sparso, come spesso è accaduto in passato. Integruppo parlamentare, VITA, Forum del Terzo Settore, ASSIF, Associazione delle Ong, per favore, fate rete, sviluppate un’azione comune e coordinata. Chissà che non diventi l’occasione per creare le basi per una più solida e duratura rappresentanza di interessi del settore, che il larga misura coincidono con quelli del Paese.

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