Pubblicato da: Beppe Cacòpardo | 26 luglio 2014

PRUDENZA INNANZITUTTO

E’ la prima regola di chi va in montagna: prudenza e rispetto.

Per questa ragione l’impresa di Luca Barisonzi sul Monte Rosa prevista per domenica 27 luglio è stata rinviata, in attesa che le condizioni meteo la consentano in condizioni di massima sicurezza http://toccandoilcielo.wordpress.com/

Luca Colli ha deciso così, insieme alle Guide di Alagna e a tutta la cordata, pronta fin dalle prime ore della mattinata. Luca Barisonzi li ha raggiunti, insieme hanno comunque festeggiato e deposto una corona di fiori ai caduti. Pranzo e rientro a casa. Fino a giovedì prossimo il tempo resta incerto, con schiarite troppo brevi per rendere possibile la scalata.

Arrivederci Alagna, l’impresa è solo rinviata, prima o poi questa pazza estate regalerà quella giornata di sole e di stabilità necessaria per raggiungere il Rifugio Regina Margherita, che aspetta Luca a 4.554 metri.

Rifugio Regina Margerita sul Monte Rosa

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Responses

  1. Mi sembra che Luca abbia solo bisogno di qualche riflettore in più, ora che di lui non si parla più. Il costo dell’impresa potrebbe pagare un anno di assistenza per un tetraplegico grave che non si può permettere un caregiver e che magari obbliga così un familiare a stargli accanto.
    Io, da tetraplegico, non ho certamente bisogno di lezioni di coraggio da uno che neppure si spinge in carrozzina pur potendo farlo (visto coi miei occhi più di una volta).
    Che buffonata!

  2. Mi scuso con Paolo se pubblico solo ora il suo post, al mio rientro dopo qualche giorno di vacanza. Giusto dare spazio anche alle voci più critiche come la sua, pur non condividendo nè argomentazioni nè toni. Per pura combinazione, lo faccio oggi mentre è in corso la salita sul Monte Rosa, dopo il prolungato rinvio a causa delle condizioni meteo. Voglio solo ricordare che, con la sua impresa, Luca non persegue solo un traguardo personale, ma afferma il diritto di ogni persona a vivere una vita piena, realizzando i propri sogni, nonostante la propria condizione e grazie all’aiuto di amici che ne apprezzano il coraggio. Oltre a promuovere e sostenere il Progetto Spazio Vita, l’impresa di Luca evidenzia gli eccellenti risultati dell’opera di assistenza e riabilitazione dell’Unità Spinale del Niguarda, raggiunti grazie alla professionalità e alla dedizione di tutto il personale medico e paramedico verso il quale Luca nutre un sentimento di profonda gratitudine.
    Tutt’altro che una buffonata, direi.

    • se gli eccellentirisultati si dimostrano andandi a 4000m anzichè spingere la propria crrozzina forse ha ragione lei beppe
      scusi per il tono ma è frustrante lottare per minuscole cose con tutta la propria forza e vedere uno che raccogie migliaia di euro perchè porta pubblicità a niguarda perché è il coraggioso soldto che la politica ha abbracciato, tutti gli altri ricoverati ai tempi non hanno avuto lo stesso trattamento, c’ero, glielo assicuro, e non mi dica che non crede che la politica non abbia giocato un ruolo, devo ancora capire perché poi luca se si è trovato così bene a niguarda è andato in riabilitazione in svizzera e chi ha pagato quel centro dal costo proibitivo, magari lei può chiederglielo
      cari saluti

      • Buongiorno Paolo, so bene che le tantissime persone che vivono la condizione di Luca non godono delle stesse attenzioni mediatiche. Si sa che i media e i giornalisti, con l’encomiabile eccezione, ad esempio, di coloro che si espongono a rischi e ci lasciano la vita per tenerci informati, rincorrono notizie e poco si occupano delle condizioni quotidiane di chi sta male.
        Sta anche qui la grandezza di Luca e della sua impresa: accendere i riflettori sulla condizione di persone che hanno diritto di vivere una vita piena e di realizzare i propri sogni. Luca ha potuto compiere la sua impresa grazie innanzitutto alla sua forza di volontà, all’amicizia di Luca Colli, all’amore di sua moglie Sarah, e dei suoi cari. Grazie alla passione e solidarietà delle Guide di Alagna e dei Soccorritori del 118 che, insieme ad alpini e carabinieri, volontariamente, si sono messi a disposizione. Grazie alle cure e alla riabilitazione dell’Unità Spinale del Niguarda. Ha compiuto la sua impresa senza alcuno sponsor, grazie al silenzioso sostegno di tante persone, alcune amiche, altre sconosciute, che hanno condiviso la sua sfida e l’hanno sostenuta.
        Pochi pensavano che ce l’avrebbe fatta a raggiungere i 4.554 metri del rifugio Margherita e ad autofinanziare l’impresa. Invece, ce l’ha fatta e Spazio Vita Niguarda riceverà in dotazione la speciale carrozzina cingolata che servirà ad altri, insieme ad una donazione in denaro, al netto delle spese sostenute. C’è chi realizza i propri sogni solo per sè, c’è invece chi li realizza per sè e per gli altri.
        E’ chiaro che io e lei la pensiamo in maniera assai diversa, ma su una cosa possiamo concordare: Luca merita il massimo rispetto.
        E con questo vorrei concludere questo nostro scambio di opinioni.
        http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-603c81ff-222d-4759-8995-5c3cfae355e3-tgr.html#p=0
        http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Luca-Barisonzi-Afghanistan-d70d6114-b095-47ea-96a0-ef7ac3c8e183.html 16.05


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