START-UP di Fundraising per Associazioni Nonprofit (NEW!)

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L’ inizio di ogni attività è sempre uno dei momenti più difficili del percorso di un’associazione. Ciò vale anche quando si parla di raccolta fondi , attività in costante evoluzione, divenuta più dinamica, complessa e articolata rispetto al passato.

Sembra facile ma i vari protagonisti di questa professione, siano essi interni o esterni all’organizzazione, sanno bene quanto “raccogliere fondi” sia sempre più un impegno  costante, quotidiano e organizzato.

Nel  rapporto con le associazioni, da un lato ho riscontrato  enormi potenzialità e grande entusiasmo nell’affrontare l’attività di fundraising,  dall’altro – purtroppo –  una scarsa consapevolezza nel considerarla come integrata all’attività istituzionale, quindi non episodica e occasionale. Da qui, la difficoltà ad un approccio di tipo professionale e una scarsa propensione allo stanziamento di un budget di investimento adeguato, soprattutto nella fase di start-up.

Per farsi conoscere  e avere successo,  per competere efficacemente con una “concorrenza” sempre più agguerrita, per raccogliere fondi, per acquisire nuovi  donatori e mantenerli fedeli nel tempo,  è necessario appropriarsi  delle competenze e degli strumenti più idonei.

Fare fundraising, in particolare in tempo di crisi, è una vera e propria sfida per qualsiasi organizzazione, anche per la più strutturata. Figuriamoci per una associazione alle prime armi, che deve muovere i primi passi per comunicare la sua esistenza e la sua mission, per creare e gestire  il database dei suoi aderenti, per iniziare a programmare un’ attività di marketing sociale di breve, medio e lungo termine.

Partendo dalla mia ormai ventennale esperienza sul campo,  ho pensato di  offrire qualche spunto (vorrei dire qualche ” pillola di fundraising ” ma credo che questa espressione sia stata  già abusata) affinchè coloro che desiderano iniziare a fare fundraising dispongano anche  di questo mio  modesto contributo. Quale socio e consigliere di ASSIF, Associazione Italiana Fundraiser, sento il compito di promuovere cultura del fundraising professionale ed etico.

Gli spunti  che pongo alla vostra attenzione derivano dal mio lungo e proficuo lavoro con ONP e ONG, passato e attuale, dal mio  rapporto con responsabili, staff e  volontari, dalle mie letture, dalle mie lezioni, dai miei successi e – ahimè – anche  dai miei insuccessi, da  cui ho sempre cercato di imparare.

I valori che guidano il mio lavoro: rigore, correttezza , coerenza. Valori che  vorrei sempre ritrovare nel nonprofit, come essenza della sua ragion d’essere. Valori da praticare prima di tutto verso  utenti e beneficiari, soci e sostenitori, volontari e dipendenti, collaboratori e consulenti.

Nella mia testa il nonprofit deve proprio  continuare ad essere un mondo diverso , esempio di etica, professionalità, trasparenza, tensione ideale e morale.

Da qui il mio invito a coloro che vi operano ad assumere una cultura di “impresa sociale” capace di coniugare sempre capacità manageriali e valori che appartengono a questo mondo.

Buona lettura, buon lavoro  e, soprattutto, buon fundraising a tutti!

Beppe

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1. PRINCIPIO CHIAVE DEL FUNDRAISING:

AL CENTRO C’E’ LA PERSONA.

“LE PERSONE DONANO PER ALTRE PERSONE.”

L’organizzazione è il tramite.

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2. AUTOFINANZIAMENTO = OBIETTIVO STRATEGICO

Garanzia di autonomia, indipendenza ed efficacia, l’autofinanziamento si raggiunge anche (non solo) attraverso:
l’individuazione e lo sviluppo di una corretta ed efficace strategia di comunicazione, marketing e fundraising finalizzata alla raccolta di adesioni e di fondi da privati, aziende, enti, fondazioni di erogazione.
Per il suo avvio occorre innanzitutto definire:

1 – obiettivi
2 – budget di investimento
3 – risorse umane
4 – mezzi e strumenti dedicati

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3. CULTURA DI IMPRESA…SOCIALE
E’ decisivo assumere una “cultura di impresa” che sappia coniugare sistema di valori propri del settore e capacità manageriali, con l’obiettivo di:

  • adeguare struttura e assetto organizzativo
  • accrescere professionalità e competenze di dirigenza, staff e volontari
  • migliorare l’efficienza nella gestione delle risorse umane, economiche e finanziarie
  • raggiungere una maggiore autonomia e capacità di autofinanziamento di attività e progetti.

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4. NON C’E’ SPAZIO PER L’IMPROVVISAZIONE

Occorrono professionalità, competenze, visione, pianificazione e gestione manageriale, capacità di analisi dei risultati, trasparenza .

In sintesi…

Occorre garantire

  • EFFICIENZA organizzativa e gestionale
  • EFFICACIA  nel perseguire e realizzare scopi e obiettivi istituzionali, a favore della collettività

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5.  LE RAGIONI DELL’EFFICIENZA

L’efficienza è:

  • una necessità per ottimizzare la gestione dell’organizzazione e la valorizzazione delle risorse umane e professionali, per il reperimento e l’utilizzo delle risorse economiche e finanziarie
  • un obbligo per migliorare l’efficacia della mission

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il seguito nelle prossime … puntate …

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